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27/11/2019
CULTURA / Concorso

Il "Contenzioso di Diritto Amministrativo" del mese di ottobre 2019

Il contenzioso dell'anno: il riconoscimento "Il contenzioso del mese di ottobre", per il diritto amministrativo assegnato ex aequo agli Avvocati Prof. Fabio Cintioli, Carlo Edoardo Cazzato, Paolo Giugliano e Prof. Antonio Catricalà per la sentenza TAR Lazio - Roma, Sez. Prima, 18 ottobre 2019, n. 11960 ed agli Avvocati Prof. Arturo Cancrini e Francesco Vagnucci, per la sentenza TAR Puglia - Lecce, 31 ottobre 2019, n. 1664.

Tappa molto combattuta quella di ottobre. Dopo ampio dibattito in Redazione il riconoscimento "Il contenzioso del mese di ottobre", per il diritto amministrativo è stato assegnato ex aequo agli Avvocati Prof. Fabio Cintioli, Carlo Edoardo Cazzato, Paolo Giugliano e Prof. Antonio Catricalà per la sentenza TAR Lazio - Roma, Sez. Prima, 18 ottobre 2019, n. 11960 ed agli Avvocati Prof. Arturo Cancrini e Francesco Vagnucci, per la sentenza TAR Puglia, Lecce, 31 ottobre 2019, n. 1664.
Si tratta di due contenziosi molto interessanti e rilevanti sotto molteplici profili, patrocinati da riconosciuti Top Players del diritto amministrativo, tanto da mettere in crisi i selezionatori, giunti quindi alla decisione salomonica di assegnare ad entrambi i Team il riconoscimento mensile, in vista della finale che vedrà poi l'assegnazione del Riconoscimento "Il contenzioso dell'anno".
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Gli Avvocati Prof. Fabio Cintioli, Carlo Edoardo Cazzato, Paolo Giugliano e Prof. Antonio Catricalà, con la sentenza del TAR Lazio - Roma, Sez. Prima, 18 ottobre 2019, n. 11960, hanno ottenuto l'annullamento del provvedimento sanzionatorio di oltre 16 milioni di euro dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato - AGCM nei confronti di operatori nel mercato libero dell'energia, per asserito abuso di posizione dominante.
L'AGCM, in particolare, ha contestato alle società ricorrenti l'aver realizzato una condotta commerciale idonea ad alterare le dinamiche competitive nel mercato della vendita al dettaglio di energia elettrica ai clienti finali domestici e non domestici di minori dimensioni nei territori nei quali il gruppo gestisce l'attività di distribuzione, in quanto finalizzato a indurre gli utenti del servizio di maggior tutela a passare sul mercato libero sfruttando l'esclusiva disponibilità di anagrafiche di clienti del SMT, nonché le informazioni sul posizionamento di mercato dei concorrenti di detenute in esclusiva dalle società del gruppo. In accoglimento delle censure proposte il TAR Lazio ha sancito l'insussistenza delle condizioni minime per ritenere che le attività poste in essere dalle Società ricorrenti costituissero una strategia idonea a produrre effetti anticoncorrenziali, osservando in particolare che il soggetto che si trova in posizione dominante commette un illecito antitrust abusando della sua condizione attraverso una o più condotte, anche singolarmente lecite, qualora tali condotte presentino un sufficiente margine di gravità e di potenziale offensività, tale da denotare l'idoneità a produrre l'effetto escludente sul mercato. Non esiste, quindi, un abuso significativo per il solo fatto di rivestire la posizione di monopolista in un mercato né nel volere intraprendere attività di "retention", volte a mantenere la propria clientela anche nella fase di passaggio a un mercato concorrenziale. Le condotte dell'impresa assumono, invece, rilevanza ai fini antitrust quando le politiche di marketing dimostrano l'esistenza di una strategia di tipo discriminatorio, in grado di determinare una preclusione concorrenziale nei confronti degli altri operatori. 
Una vittoria certamente rilevante sia per l'importo della sanzione annullata che per le complesse tematiche sottese alle vincenti censure, grazie alla strategia del Team.
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Gli Avvocati Prof. Arturo Cancrini e Francesco Vagnucci con la sentenza del TAR Puglia, Lecce,31 ottobre 2019, n. 1664, nell'interesse dell'ANCE e di due imprese, hanno ottenuto l'annullamento di un bando di gara che aveva posto a carico dei concorrenti oneri economici sproporzionati ed inammissibili.
In primo luogo il TAR ha riconosciuto la necessaria legittimazione alle imprese ricorrenti, pur non avendo le stesse presentato domanda di partecipazione alla gara, stante l'impugnabilità immediata delle clausole "escludenti" della "lex specialis", e all'ANCE, posto che la proposizione dell'impugnativa risultava coerente con l'interesse istituzionale di tale associazione di categoria, essendo preordinata ad evitare che oneri indebiti fossero posti a carico degli operatori economici del settore.
Il Giudice amministrativo ha, quindi, accolto integralmente le richieste avanzate dagli Avvocati Prof. Cancrini e Vagnucci, dichiarando l'illegittimità delle clausole del bando che avevano posto a carico dei concorrenti significativi oneri economici, in particolar modo "forzando" il criterio dell'offerta più vantaggiosa con la previsione di prestazioni di entità non trascurabile e relative alla ristrutturazione di un intero edificio pubblico, all'evidenza non finalizzate a valorizzare le migliorie al progetto posto a base d'asta, che era invece relativo alla ristrutturazione soltanto di parte del fabbricato esistente, ponendone (indebitamente) i relativi oneri economici a carico dei concorrenti, con sostanziale alterazione dei caratteri essenziali delle prestazioni richieste. Ancora, il bando è stato ritenuto illegittimo anche per aver posto a carico dei concorrenti il pagamento di un corrispettivo per i servizi di committenza, in favore di un soggetto che peraltro non risultava iscritto all'Anagrafe Unica delle Stazioni Appaltanti.
Al Team il merito di avere enucleato un nuovo ed importante tassello nella identificazione dei limiti dell'offerta migliorativa.
Massimiliano Mangano
Chiara Campanelli
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