Direzione editoriale di Massimiliano Mangano - Chiara Campanelli
Controlli sulle imprese: le linee guida per regioni, province autonome ed enti locali
Raggiunta, in Conferenza unificata, l'intesa sulle linee guida previste dalla normativa su "Semplificazione e sviluppo".
Come segnalatovi con la notizia correlata del 20 febbraio 2012, la normativa su “Semplificazione e sviluppo” ha integrato e modificato la disciplina riguardante i controlli sulle imprese, comprese quelle agricole.
L’articolo 14 del D.L. n. 5/2012, convertito dalla L. n. 35/2012 ha previsto che, nel rispetto dei principi comunitari, la suddetta disciplina debba essere sempre ispirata alla semplicità, alla proporzionalità dei controlli stessi e dei relativi adempimenti burocratici, alla effettiva tutela del rischio, nonché del coordinamento dell’azione svolta dalle amministrazioni statali, regionali e locali. Ed ha altresì disposto che le regioni, le province autonome e gli enti locali conformino, nell'ambito dei propri ordinamenti, le attività di controllo di loro competenza ai principi fissati con i regolamenti ministeriali previsti dalla stessa normativa in rassegna, utilizzando apposite Linee guida, sulle quali lo scorso 24 gennaio è stata raggiunta la prevista intesa in sede di Conferenza unificata.
Ne dà notizia la Gazzetta ufficiale, con la pubblicazione nel numero di martedì scorso dello stesso provvedimento della Conferenza unificata.
Le linee guida si applicano a tutte le ipotesi nelle quali sono previsti dei controlli, a prescindere dalla circostanza che ad essi possa conseguire l’applicazione di una sanzione. Si tratta, in particolare, dei controlli che richiedono necessariamente ispezioni e sopralluoghi presso le imprese, nonché di quelli il cui contenuto informativo è utile a garantire l’efficacia o a ridurre l’onere di un altro controllo.
I principi indirizzati sia alle amministrazioni che al personale ispettivo e che devono informare l’attività di controllo sulle imprese, comprendono:
a) la chiarezza della regolazione, mediante la quale consentire, in modo semplice ed efficace, alle imprese di conoscere gli obblighi ed i relativi adempimenti imposti dalla normativa. Chiarezza della regolazione significa anche, spiega il documento, rispondere tempestivamente alle richieste di chiarimento sottoposte dalle imprese alle amministrazioni, le quali dovranno altresì curare la più ampia diffusione delle risposte fornite. Tra gli strumenti utili in questo campo, la predisposizione di una lista degli obblighi e degli adempimenti che gravano sulle imprese (check list), ma anche di manuali di controllo e di FAQ (Risposte alle domande frequenti);
b) la proporzionalità al rischio: le amministrazioni e gli enti procedenti dovranno previamente individuare il tipo di rischio connesso ad una determinata attività e valutare, sia la probabilità che si verifichi un danno all’interesse pubblico tutelato, sia l’impatto del controllo. L’ufficio competente dovrà, pertanto, impiegare le risorse ove le stesse possono risultare maggiormente efficaci. Da qui una necessaria attività di programmazione che deve superare necessariamente il “tradizionale paradigma metodologico basato esclusivamente su tempistiche fisse e su selezioni casuali delle imprese da controllare”. Pur con queste novità di rilievo, resta, tuttavia, impregiudicata l’applicazione di discipline settoriali che impongono ancora controlli “a tappeto” o “periodici” o, qualora previsti, “a sorpresa” o “su denuncia”, così come resta confermata la metodologia dei controlli adottata in ambito UE;
c) il coordinamento delle attività di controllo, al fine di ridurre o eliminare inutili, sproporzionate o non necessarie duplicazioni. Per questo, le amministrazioni dovranno adottare strumenti di coordinamento tra i diversi soggetti che esercitano l’attività di controllo;
d) un approccio collaborativo del personale: qui si chiede ai soggetti operativamente deputati ai controlli di ridurre al minimo, ove possibile, azioni o comportamenti che possano impedire o rallentare il normale svolgimento dell’attività d’impresa. L’obiettivo prioritario che va perseguito - ricordano le linee guida - è quello della effettiva tutela dell’interesse giuridico protetto. In tale ottica, chi controlla dovrà avviare un “rinnovato e costruttivo rapporto con l’impresa”;
e) la formazione e l'aggiornamento del personale che svolge i controlli;
f) la pubblicità e la trasparenza dei risultati dei controlli.
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