Direzione editoriale di Massimiliano Mangano - Chiara Campanelli
Il Consiglio Nazionale Forense commenta il DEF 2015
Secondo il CNF il Documento di Economia e Finanza deve avere un fondamentale obiettivo: "Rimettere al centro del sistema Giustizia la professionalità di magistrati e avvocati come protagonisti del processo".
Il Documento di Economia e Finanza 2015 prevede diciotto azioni coordinate, 13 nella giustizia civile e 5 nella giustizia penale tramite interventi normativi già in itinere o modifiche a provvedimenti già in vigore, tra giugno a dicembre prossimi, che valgono lo 0,1% di Pil nel 2020 (vedi paragrafo I.15 LA GIUSTIZIA del DEF 2015 allegato alla notizia).
Il CNF evidenzia due aspetti di interesse del Documento di Economia e Finanza 2015, appena approvato dal Parlamento: “le misure in materia di Giustizia e il disegno di legge annuale sulla concorrenza, che dovrebbe contribuire - nel suo complesso - a incrementare il PIL dello 0,4% nel 2020 e di 1,2% nel lungo periodo”.
Carattere fondamentale assumono a giudizio del Consiglio Nazionale Forense i disegni di legge di riforma del processo civile e del processo penale.
Con riferimento al processo civile, il CNF osserva che “il Governo ha preso consapevolezza della circostanza che allo stato attuale, il codice di rito civile italiano prevede una serie di tecnicalità progressive e articolate tali da rendere faticoso il suo esito naturale, ovvero la sentenza. Nel contempo, preme evidenziare che negli ultimi quarant’anni, a partire dalla legge introduttiva del nuovo rito del lavoro, gli interventi del legislatore sono stati numerosissimi ed hanno inciso sul tessuto originario del codice di procedura civile, con esiti negativi per la sua organicità e sistematicità”.
La “prevedibilità dell’esito e della durata del processo" è l’obiettivo della riforma: “E’ necessario che le parti sappiano che, chiusa l’istruttoria, la decisione sarà presa in tempi prevedibili, così rimettendo al centro del sistema la professionalità di magistrati e avvocati come protagonisti del processo”, spiega il Piano Nazionale di Riforma, contenuto nel DEF”.
Con riferimento alla riforma del processo penale, dall’esame del DEF, condotto dal CNF, emerge che il Documento “riferisce degli schemi di disegno di legge già approvati dal Governo e all’esame del Parlamento: quello relativo alla normativa penale, sostanziale e processuale, e ordinamentale - per il rafforzamento delle garanzie difensive e la durata ragionevole dei processi; lo schema di disegno di legge recante misure volte a rafforzare il contrasto alla criminalità organizzata e ai patrimoni illeciti e il contrasto alla corruzione (già approvato); infine lo schema di disegno di legge di Delega al Governo per la riforma del Libro XI del codice di procedura penale, recante Modifiche alle disposizioni in materia di estradizione per l’estero. A questi si aggiungono: la delega per la depenalizzazione di fattispecie penali di minore gravità e il disegno di legge sulla prescrizione del reato e sul falso in bilancio, delitti contro la pubblica amministrazione, associazione a delinquere di stampo mafioso".
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