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18/03/2015
CULTURA / Università

Medicina, il sistema di selezione non convince nemmeno il Ministro

Nel corso del question time al Senato, qualche giorno fa il Ministro Giannini ha difeso il numero programmato a Medicina, ma ha anche confermato i suoi dubbi sullo strumento di selezione.

Le sue affermazioni di qualche mese fa avevano entusiasmato i numerosi ragazzi che ogni anno tentano di accedere al Corso di Laurea in Medicina. Ma avevano anche fatto emergere le posizioni dichiaratamente dissenzienti dei Rettori e di parte della politica. Da un lato, chi sperava che l’introduzione di un sistema alla francese (ingresso aperto a tutti e scrematura dopo il primo anno) potesse consentire alle aspiranti matricole di non giocarsi tutto in un giorno e, magari, per colpa di una bella domanda di cultura generale. Dall’altro, i primi inquilini degli Atenei, preoccupati dall’eventualità di un enorme afflusso di studenti.
Così, qualche giorno fa, il Ministro Giannini è tornato sull’argomento, sollecitata nel corso di un serrato question time al Senato, per chiarire in modo più organico la sua posizione e, soprattutto, per evidenziare le concrete possibilità di revisione dell’attuale sistema di selezione.
Che, peraltro, non convince nemmeno lei. Non a caso, il Ministro, sotto il fuoco incrociato degli interventi e delle critiche mosse nei confronti di quello che è stato letto da molti come un vero e proprio revirement, ha confermato di non essere affatto convinta della bontà dell’attuale sistema di accesso. “E’ un sistema imperfetto che dobbiamo cominciare a migliorare”, ha detto senza mezzi termini. Ed ha aggiunto: “io non ho mai confuso il numero programmato con l'accesso per selezione. Sono due cose completamente diverse, quindi ribadisco che il numero programmato in una facoltà come quella di medicina è una misura sana e che, rispetto alle generazioni degli anni Settanta e Ottanta, ha portato a una didattica qualitativa. Non è l'unico fattore che rende il nostro sistema sanitario eccellente, ma è uno di essi”.
A sostegno delle tesi esposte, il Ministro ha evidenziato l’enorme caratura delle aspiranti matricole in Medicina rispetto al totale (70.000 su 230.000 ogni anno, cioè il 30,4%). Se pensiamo, aggiungiamo noi, che i posti a disposizione sono poco più di 10.000, allora si comprende subito che qualcosa va cambiato, magari a monte. Anche perché, tra i tanti altri guai, le famiglie continuerebbero viceversa a subire un vero e proprio salasso (circa tre milioni di euro all’anno) senza ottenere alcun risultato.
E proprio di interventi a monte ha parlato il primo inquilino di via Trastevere, con test di autovalutazione e autocollocamento, che si svolgeranno a scuola. A valle, si andrà a diminuire “la quantità delle cosiddette domande di cultura generale o di carattere esterno alla valutazione delle competenze acquisite dagli studenti nelle discipline che diventano propedeutiche al corso di laurea”.

Camillo Scaduto
ALLEGATO 1 • Legislazione Nazionale - Atti Parlamentari e del Governo 12 Marzo 2015


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